Alla ri-scoperta del sapone solido

Alla ri-scoperta del sapone solido

Oggi vorrei parlarvi di una scelta che ho fatto molti anni fa, credo ancora prima di diventare vegano.

Si fa oggi un gran parlare di quanto la plastica rappresenti un serio problema ambientale, per questo, già da molto tempo, ho scelto di abbandonare quasi completamente l’utilizzo delle comuni bottiglie di plastica di bagnoschiuma per scegliere di utilizzare solo saponi solidi.

I saponi solidi vengono venduti avvolti da un normale foglio di carta piacevolmente profumato e sono sprovvisti dell’involucro di plastica, che poi si traduce in rifiuto e inquinamento. Una volta consumato il sapone, non avrete nessun tipo di scarto. Inoltre sono più pratici in viaggio, basti pensare ai limiti nel trasporto liquidi in un volo aereo o alla possibilità che la bottiglia si apra dentro la valigia (si, so di cosa sto parlando).

La collezzione “Il Frutteto” de I Provenzali

All’inizio credevo che il mercato dei saponi vegetali non fosse molto fiorente, invece ho scoperto che ci sono moltissime aziende che producono ottimi prodotti, spesso certificati come #vegan, senza tensioattivi di orgine petrolchimica e non testati sugli animali. Inoltre I Provenzali certificano che addirittura la carta viene prodotta secondo una corretta gestione forestale. E cosa vuoi di più?

L’Italia ha una lunga tradizione di saponifici e di Maestri Saponieri, basta pensare che, ancora oggi, un vicolo nel cuore di Firenze si chiama Via dei Saponai.

Oltre a I Provenzali, vi suggerisco anche i saponi di NestiDante, che certifica come vegan friendly quasi tutti i suoi saponi, che vengono prodotti in uno stabilimento che presta “attenzione alla sostenibilità etica e ambientale”, come si legge nel loro sito. La varietà dei saponi Nesti Dante é incredibile, si va da profumi fruttati, tropicali, aromatici, essenze dolci o classiche, impossibile riuscire a scegliere se non provarli tutti!

Le origini del sapone sono antichissime. Se ne parla già nei papiri egizi, nei costumi dei babilonesi, nelle pagine della Bibbia e nei testi di Plinio il Vecchio. Vi invito pertanto a riscoprire questo prodotto naturale in forma solida e senza imballo di plastica. Potete anche cominciare dai classici saponi di Marsiglia come quelllo prodotto da Mario Fissi Saponerie, o il sapone di #Aleppo, originario della #Siria… insomma, riesco a viaggiare anche quando parlo di saponi!

Spero che coglierete questo mio suggerimento. Ora termino il post perché devo pur sempre mantenere questa parvenza di motociclista duro e crudo, come un vero vegano alpha!! 😂


Seguimi anche su Facebook!


1 thought on “Alla ri-scoperta del sapone solido”

  • Io ho fatto la stessa scelta per lo shampoo, che ho acquistato solido e mi trovo benissimo, specialmente nel portarlo. Ho n paio di saponette che ho preso anni fa in un albergo e che tengo nel mio beauty, quando viaggi, almeno per lavarmi le mai, uso quelle (riponendo quella usata nella sua confezione) e non spreco il set di cortesia dell’albergo. A casa invece uso il sapone liquido con dispenser ricaricabile ed acquisto la ricarica veg nel bottiglione. È sempre plastica, ma almeno si riduce…

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *